Con un’incidenza di 0,95:100.000, la Colangite Sclerosante Primitiva (PSC) è considerata rara in Giappone. Ciononostante ci sono ancora circa 2.500 pazienti affetti da PSC. Quali sono le differenze e le similarità fra i pazienti in relazione ad altre regioni? E che tipo di ricerca sulla PSC è in corso in Giappone? È il momento di incontrare il Prof Tanaka, medico, Dipartimento di Medicina, Teikyo University School of Medicine a Tokyo (Giappone), alcuni rappresentanti del Tokankai (organizzazione giapponese dei pazienti epatici) e due pazienti locali affetti da PSC.
Questa è un’eccellente occasione per imparare di più basandosi sulle risposte che la PSC Community ha dato dopo che è stata data la possibilità ai pazienti di PSC in tutto il mondo, di porre domande in prima persona attraverso vari gruppi Facebook o via email.

I seguenti articoli hanno costituito la premessa dell’intervista:

1)      Nationwide survey for primary sclerosing cholangitis and IgG4-related sclerosing cholangitis in Japan (pdf) [Indagine nazionale sulla Colangite Sclerosante Primaria e sulla Colangite Sclerosante correlata alle IgG4 in Giappone]

2)      Clinical profiles of patients with primary sclerosing cholangitis in the elderly (pdf) [Profili clinici di pazienti affetti da Colangite Sclerosante Primaria nell’anziano]

Professor Tanaka   

Una domenica mattina di sole in maggio del 2016 ho incontrato il professor Tanaka nel suo studio presso l’Ospedale Teikyo a Tokyo, Giappone. Oltre al Prof Tanaka, membro del Gruppo Internazionale sulla PSC (IPSCSG), ci sono vari ricercatori in Giappone che si occupano della PSC, incluso il Dr. Nakazawa membro dell’IPSCSG che lavora a Nagoya, mentre il direttore del gruppo di studio giapponese sulla PSC, Prof Tazuma, lavora a Hiroshima. Altre importanti organizzazioni collegate sono la Associazione Biliare Giapponese (JBA) (http://www.tando.gr.jp/english/index.html in costruzione), e il Gruppo di Studio Giapponese sulle Malattie Epatobiliari Incurabili che è sostenuto dal Ministero della Salute, del Welfare e del Lavoro del Giappone (http://www.hepatobiliary.jp in costruzione).

Con una popolazione di 110 milioni di persone, si stima ci siano dai 2.000 ai 3.000 pazienti affetti da PSC. È un numero relativamente basso che può essere dovuto o 1. alla differenza di razza o 2. ad un sottotipo di PSC (non ancora definito) e 3. Alla PSC da Ig4G non correttamente diagnosticata. Il Prof Tanaka ha circa 400 pazienti nel suo database.

L’anno scorso è stato condotto uno studio nazionale basato principalmente su documenti. Il campione oggetto di indagine e descritto nella ricerca constava di pazienti affetti da Ig4G e da PSC. La colangite sclerosante correlata alle IgG4 (IgG4-SC, chiamata anche colangite associata alle IgG4 (IAC)) è una entità clinica della colangite sclerosante, con elevati livelli di IgG4, la maggior parte delle quali sono complicate dalla pancreatite autoimmune (AIP). Uno dei problemi è rappresentato dal fatto che in Giappone ai pazienti affetti da IgG4-SC viene diagnosticata erroneamente la PSC. Ciò spiega la vastità della stima dei pazienti giapponesi affetti da CSP. Per fortuna non ci sono altre malattie che vengano erroneamente diagnosticate.
Fino ad ora non è stata effettuata alcuna analisi del DNA, ma i ricercatori giapponesi hanno in programma di raccogliere il DNA nel 2017. Con questi campioni di DNA prelevati da pazienti giapponesi affetti da PSC, si spera di capire se ci siano differenze nel background genetico fra l’oriente e l’occidente. Nei pazienti europei sono stati identificati molti geni responsabili dello sviluppo della PSC, e lo scopo è quello di determinare se questi geni abbiano un ruolo importante anche nei pazienti giapponesi affetti a PSC.

In Giappone il rapporto uomini:donne fra i pazienti con PSC è più o meno uguale, e le equipe mediche prescrivono il medesimo trattamento di prima linea come in Europa: lo UDCA (“urso”). Se non si ottengono i risultati desiderati con questa cura, il paziente viene trattato con UDCA e bezafibrato (v. paragrafo successivo per i dettagli).

Inoltre, nell’articolo della ricerca, fra i sintomi non viene menzionata la stanchezza. Il Prof Tanaka spiega che la stanchezza non sembra essere un grave problema tra i suoi pazienti. È possibile che qui si abbia a che fare con un genotipo diverso, oppure ci potrebbe essere una spiegazione culturale data dal fatto che i pazienti sottovalutano questo aspetto e non ne accennano. Un’altra possibilità sta nel fatto che i pazienti giapponesi affetti da PSC avvertano si la stanchezza come sintomo ma non pensino che sia uno dei sintomi della patologia in oggetto.

È piuttosto interessante che solo il 50% dei pazienti affetti da PSC soffrano anche di malattie infiammatorie croniche intestinali e nessuno soffra di Epatite autoimmune, numeri molto diversi se paragonati ad esempio a quelli riscontrabili in Europa dove circa il 70% dei pazienti affetti da PSC presentano anche malattie infiammatorie intestinali. Fra i pazienti giapponesi con epatite autoimmune, pochi hanno il morbo di Crohn. In questa fase non si è ancora stabilito se esista una correlazione con la dieta e/o con lo stile di vita. Sorprendentemente, in Giappone ci sono due picchi nella distribuzione della PSC: pazienti anziani (non affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali) ed un secondo gruppo composto da pazienti giovani, nel quale i dati sulle malattie infiammatorie intestinali  sono simili a quelli riscontrabili in Europa e negli Stati Uniti. È possibile che il gruppo dei pazienti più anziani abbiano maggiore colangite sclerosante secondaria.

Un altro fatto sorprendente è rappresentato dalla diagnosi relativamente veloce, cioè di un anno, del colangiocarcinoma (CCA) dopo la diagnosi di PSC. Ciò è dovuto al fatto che il sistema sanitario giapponese offre controlli annuali come parte del programma di prevenzione. Ciò permette una diagnosi relativamente precoce delle patologie, in questo caso della CCA. Diversamente la diagnosi tardiva della PSC potrebbe contribuire a questo. Il Prof Tanaka sostiene che per la PSC sono necessari i marcatori!

Organizzazione dei Pazienti Tokankai   

La seconda metà del pomeriggio è stata dedicata ad un incontro con i rappresentanti della organizzazione giapponese dei pazienti epatici (Japanese liver patient organisation Tokankai) presso la loro sede; abbiamo incontrato la signora Yonezawa (Direttore generale / Membro del Consiglio di Amministrazione) e la Signora Furukawa (Dipartimento per le malattie epatiche rare). Erano presenti anche due pazienti che hanno accettato di parlare delle loro idee e delle loro esperienze: Kenji e Kazuyuki.

Il Tokankai fu istituito nel 2001 ed ha sede a Tokyo, la capitale del Giappone, e conta circa 2.000 membri. Riceve circa 15 telefonate al giorno nell’orario di lavoro, cioè dalle 10:00 alle 16:00. La maggior parte delle domande riguardano informazioni su dove sia possibile trovare un epatologo nelle vicinanze. La quota di adesione è piuttosto bassa (3000 Yen all’anno, pari a circa 24 Euro); il Tokankai ottiene il 30% del proprio budget dalle aziende farmaceutiche ed attualmente il comune metropolitano di Tokyo sta provvedendo al resto del budget. Purtroppo però, si prevede che quest’ultimo finanziamento cambierà a breve.

Con i pazienti abbiamo avuto una conversazione franca su molti argomenti ed il Prof. Tanaka ha tradotto per noi. Uno dei pazienti ha manifestato il suo interesse verso il processo nel quale i pazienti partecipano attivamente ai testi clinici e condividono i risultati. La donazione di organi ha costituito un altro argomento sul quale c’era interesse. Ovviamente, anche i pazienti giapponesi affetti da PSC necessitano di trapianto di fegato. Il background culturale ed i pochi donatori disponibili rendono difficile reperire donatori. In generale, la famiglia è il solo punto di riferimento quando si presenta la necessità di una donazione di organi, il che significa che vengono svolti dei test fra i membri della famiglia per cercare un potenziale candidato per un trapianto di fegato da donatore vivente (LDLT). Un trapianto da un donatore tenuto in vita artificialmente (chiamato anche trapianto di organo da cadavere) è un caso raro in Giappone. Fino a qualche anno fa, i pazienti giapponesi affetti da PSC ricevevano gli organi dai membri della loro famiglia con donatore vivente. In ogni caso, il tasso di recidiva di PSC a 5 anni dal trapianto era molto elevato (circa 80% dei casi) e per questo motivo questa procedura è stata sospesa. Anche se un giapponese acconsente alla donazione di organi dopo la morte, secondo quanto previsto dalla legge è la famiglia che ha l’ultima parola e generalmente la famiglia tende a non tenere conto di questa decisione. Se anche un solo membro della famiglia non è d’accordo, la donazione di organi non è più possibile.

Foto Maggio 2016: Kenji, la signora Kurokawa, Kazuyuki, Mrs.Yonezawa e Prof Tanaka @ Tokankai ufficio

L’organizzazione dei pazienti ha parecchi progetti in programma. Si sta cercando di svolgere dei sondaggi online, collaborando con i ricercatori e si sta tentando di trovare un modo per collaborare con altre organizzazioni di pazienti, sia a livello nazionale che internazionale. Il Tokankai si attiverà anche per cercare nuove possibilità di informare in modo più adeguato i propri membri in relazione alle ricerche sulla PSC in corso e sulla ricerca e sullo sviluppo di farmaci in generale. Si stanno cercando anche nuovi modi di sostenere finanziariamente l’organizzazione poiché l’aiuto da parte di organismi governativi continua ad essere ridotto ogni anno a causa dei tagli al budget in generale. Si è giunti alla decisione di rafforzare la collaborazione fra il Tonkankai ed il PSC Patients Europe (associazione europea di pazienti affetti da PSC) e di prestarsi mutua assistenza nel futuro.

Interessante ricerca giapponese: il Bezafibrato

Il Bezafibrato è stato definito come farmaco per la iperlipidemia ed è stato usato per prevenire le malattie cardiovascolari (l’iperlipidemia è una concentrazione anormale e troppo alta di grassi nel sangue).
Il farmaco è un attivatore di vari recettori nelle cellule del fegato e del dotto biliare. Un recettore è una struttura di una cellula che lega una sostanza specifica.

I ricercatori giapponesi hanno scoperto che il bezafibrato riesce a migliorare i marker biologici in pazienti affetti da colangite biliare primaria (PBC) ed hanno usato il bezafibrato come trattamento di seconda linea per la PBC. Il bezafibrato è stato usato anche in pazienti affetti da PSC, specialmente in quelli resistenti alla UDCA. Un gruppo di ricercatori giapponesi hanno dimostrato in uno studio retrospettivo di piccole dimensioni che la cura con il bezafibrato fa diminuire i livelli di siero ALP ed è sicuro nei pazienti con PSC. Perciò il Prof Tanaka ed i suoi colleghi intendono studiare se l’uso del bezafibrato è in grado di inibire l’insorgenza di sintomi epatici collegati e di migliorare l’effetto a lungo termine dei pazienti affetti da PSC per mezzo di uno studio multicentrico, prospettico, randomizzato e controllato. Ora è in preparazione lo studio di Fase 2 del bezafibrato per PSC e si stanno reperendo i fondi per questo studio clinico.

Il gruppo di ricerca giapponese ci terrà informati sui risultati nei mesi a venire. I primi risultati in questa fase dipendono soprattutto dai finanziamenti.

Glossario

Attivatore           Converte un composto biologico in un derivato biologicamente attivo

AIH                    Epatite autoimmune

AIP                    Pancreatite autoimmune

Biomarcatore    Un indicatore misurabile di uno stato biologico. Ad esempio una radiografia è un biomarcatore per una frattura ossea, un esame del sangue è un indicatore di un’infezione ecc.

CCA                  Colangiocarcinoma

CD                    Malattia di Crohn

Colangite          Infiammazione dei dotti biliari

IAC                    Colangite associata alle IgG4

IBD                    Malattie infiammatorie intestinali

IgG4                  Immunoglobulina G4

IPSCSG             Gruppo di Studio Internazionale sulla PSC

JBA                    Associazione Biliare Giapponese

PBC                   Colangite Biliare Primaria

Prevalenza         Proporzione di una certa popolazione che presenta una certa condizione

Recettore           Una struttura di una cellula che lega una sostanza specifica

Studio Retrospettivo  Noto anche con il nome di studio di coorte storico – uno studio in cui i partecipanti sono classificati in due gruppi: individui che presentano alcuni risultati (casi) o no. Prende in considerazione soprattutto il passato

Trattamento di Seconda Linea Trattamento che viene somministrato quando la cura iniziale (cioè il trattamento di prima linea) non ha alcun effetto o viene interrotto.

Tokankai             Organizzazione giapponese dei pazienti epatici

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La versione originale (inglese) dell’articolo qui riportato è stata controllata ed approvata dal Prof. Tanaka, Dipartimento di Medicina,
Scuola Medica dell’Università di Teikyo a Tokyo (Japan)
(Agosto 2016)
 

Autore:  Marleen K
Editor: Dr. Valmae Y
Traduttore:

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